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Bobo-Dioulasso

Bobo, una domenica che inizia prima dell’alba

Voci che attraversano la città, Lodi nel buio, una Messa cantata e il tempo lungo dell’ascolto: una tappa fatta di attese, visite e gesti semplici condivisi.

È domenica. La giornata comincia molto presto. Già dalle quattro del mattino, prima ancora della sveglia, la città è attraversata dai richiami dei muezzin. A Bobo le moschee sono numerose e, con gli altoparlanti, gli inviti alla preghiera si diffondono ovunque: si rincorrono da un quartiere all’altro, ripetendosi ogni venti, trenta minuti. Nel passaggio dalla notte al giorno, le voci si sovrappongono e accompagnano lentamente l’alba. Torneranno a intrecciarsi al tramonto.

Alle 5.45 siamo già in cappella, insieme alla comunità delle suore, per la preghiera delle Lodi. È ancora buio quando usciamo di casa e ci mettiamo in cammino verso il santuario, poco distante, dove partecipiamo alla celebrazione eucaristica delle 6.30.

Il sacerdote non inizia la celebrazione finché le persone rimaste in fondo alla chiesa non si avvicinano all’altare. Si aspetta. Dedica un tempo lungo alla predicazione, richiamando con forza l’assemblea. La Messa è interamente cantata, animata da una corale numerosa.

In chiesa solo qualche foto è catturata. Un avviso all’esterno ricorda che, per comunicare con Dio, il cellulare non è necessario.

Colpisce pensare che, per molti, in questo luogo, alzarsi all’alba, la domenica mattina, per essere presenti alla celebrazione eucaristica delle 6.30 è normalità. Oggi è anche il giorno del grande pellegrinaggio diocesano e dalle quattro del mattino molte persone sono già in cammino verso il santuario mariano diocesano di Nostra Signora di Dingasso. Anche Emilienne, Lucienne e Rose de Lima, le tre ragazze della comunità al 1° anno di noviziato, si sono unite ai pellegrini.

La Messa a cui partecipiamo è l’unica celebrazione eucaristica in tutta Bobo: tutti gli altri sacerdoti e fedeli sono al pellegrinaggio. Anche per questo la sentiamo come una grazia particolare, un dono inatteso dentro giornate segnate dalla fatica del viaggio.

La mattinata prosegue con la visita canonica: la Madre incontra una ad una le suore della comunità. È un tempo di ascolto personale, discreto, che scandisce la giornata. Dopo il pranzo, un breve riposo. Nel pomeriggio, insieme alla Madre e alla Provinciale, è previsto l’incontro con la comunità per condividere situazioni, difficoltà, necessità concrete.

Nel frattempo, insieme a suor Léa, visitiamo il Foyer, un luogo che offre accoglienza alle studentesse provenienti dai villaggi limitrofi per consentire loro di studiare in un ambiente sereno e protetto.

Vediamo i risultati del progetto di Caritas Antoniana, grazie alla quale abbiamo potuto acquistare materassi nuovi e ventilatori, per alleviare il clima della stagione secca. Ma c’è ancora qualcosa da fare per dare dignità a questo luogo. Ci vengono segnalati alcuni lavori urgenti: osserviamo, prendiamo nota, cerchiamo di capire le priorità. È uno sguardo necessario, perché la vita quotidiana passa anche da muri, tetti, spazi che devono essere sicuri e abitabili.

È così che si compone questa domenica a Bobo: tra preghiera, ascolto, visite e attese. Una tappa del viaggio e della visita canonica della Madre nelle terre di missione, fatta di gesti semplici e di tempo condiviso.