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Charity Program Milano Marathon 2026

144 passi verso il futuro

La Milano Marathon e una comunità che sceglie di esserci.

La Milano Marathon e una comunità che sceglie di esserci.

Centoquarantaquattro persone. Trentasei squadre. Quattro corridori ciascuna.

Sulla carta sono numeri. Nella realtà della Milano Marathon 2026, sono stati volti, scarpe allacciate all’alba, strette di mano prima del via, fiato condiviso lungo il percorso. Sono stati genitori che correvano accanto a insegnanti, colleghi che si scoprivano compagni di staffetta, ragazzi che tiravano il passo a chi non aveva mai corso una gara.

Attorno al Charity Program promosso dalla Fondazione Padre Arsenio si è mossa una comunità ampia e variegata: le famiglie del Dosso Verde di Milano, del Dosso Verde di Pavia e dell’Istituto Maria Consolatrice hanno partecipato in prima persona, ciascuna secondo le proprie possibilità.

C’è chi ha corso, chi ha promosso l’iniziativa tra amici e conoscenti, chi ha sostenuto la raccolta fondi, chi ha scelto semplicemente di esserci. Gesti diversi, uniti da una stessa direzione.

Una corsa, tre realtà, un unico sguardo.

Perché la Marathon, per la Fondazione Padre Arsenio, non è solo una raccolta fondi. È un modo per rendere visibile una responsabilità condivisa.

Al Dosso Verde di Milano e al Dosso Verde di Pavia, bambini e ragazzi con fragilità e disturbi del neurosviluppo sono accompagnati ogni giorno in percorsi educativi e terapeutici che richiedono continuità, competenza e cura.

All’Istituto Maria Consolatrice, l’accompagnamento degli studenti con disabilità è parte di una scelta educativa precisa: garantire a ciascuno una presenza costante e qualificata, anche là dove i contributi statali coprono solo una parte limitata del percorso necessario.

Sono realtà diverse, con storie diverse e contesti diversi. Ma con qualcosa in comune: il bisogno di una comunità che le riconosca come un bene condiviso, e che scelga di farsene carico.

Quello che la corsa ha raccontato.

La Marathon ha raccontato famiglie che non restano spettatrici. Ha raccontato una scuola e dei servizi educativi che camminano insieme, fuori dalle aule e dagli uffici. Ha raccontato una Fondazione che prova a tenere uniti bisogni concreti e partecipazione, fragilità e futuro.

Centoquarantaquattro persone che hanno scelto di mettere le scarpe e scendere in campo — letteralmente — per dire che educare, curare, accompagnare non sono mai compiti isolati. Diventano più forti quando una comunità decide di farsene carico insieme.

Ogni staffetta, ogni donazione, ogni presenza ha contribuito a costruire qualcosa che va oltre il giorno della corsa. Ha reso visibile un modo di stare accanto. Ha ricordato che i luoghi dove si cresce, si guarisce, si impara a ricominciare — i Dossi, la scuola, le opere sostenute dalla Fondazione — diventano famiglia proprio così: quando qualcuno sceglie di non tirarsi indietro.

Per questo la Milano Marathon è stata, ancora una volta, un’occasione preziosa: non solo per correre, ma per dire, con i fatti, noi ci siamo.

Un gesto può cambiare una vita.

Ogni donazione sostiene i nostri progetti educativi, sanitari e di solidarietà.
Insieme possiamo fare la differenza.

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