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Educare per cambiare: un giorno a Guiglo

Anche qui le Sœurs Marianne, Delphine Sondo, Micheline, Delphine Compaore di recente professione, si distinguono per la loro accoglienza A pranzo abbiamo addirittura pesce alla brace. Il pomeriggio ci vede subito impegnate nella visita all’Atelier, un laboratorio che attualmente accoglie 21 ragazze, iscritte a un corso di tre anni per imparare a tagliare e cucire abiti, prima di tutto per se stesse. Le allieve scelgono il modello, prendono le misure, lo disegnano, creano un facsimile con la teletta di prova e finalmente tagliano la stoffa scelta. I modelli sono ambiziosi, contengono intarsi e decorazioni. Le ragazze sono orgogliose dei loro manufatti. Una di loro ha una bambina piccola, che “accompagna” la sua mamma all’Atelier. L’importanza di questa attività è davvero grande. Le ragazze capiscono di avere un valore, ne hanno riscontro dando vita, in autonomia, a una loro creazione, sotto l’insegnamento preciso, la supervisione premurosa e accorta di suor Micheline. Ciascuna di loro ha l’opportunità di sviluppare la propria personale autostima, di imparare un mestiere e, un domani, di contribuire al proprio sostentamento e a quello di una futura famiglia. Dopo cena visita al Foyer, con adiacente la sala studio. Qui sono ospitate 40 ragazze, dagli 11 ai 18 anni, un’energia di vita travolgente. Grandi, grandissimi sogni: avvocato, procuratore, medico, ostetrica, diplomatico, miss, stilista di moda in Italia, ministro della giustizia, militare, farmacista, persino astronauta. Nessuna di loro “abbassa il tiro”. Davvero il cuore di queste ragazze è fatto per l’infinito.
In questa stanza c’è il futuro della Costa d’Avorio. Ore 6,15 di martedì mattina. Ci rechiamo alla messa parrocchiale nella chiesa di San Giuseppe lavoratore. Per raggiungerla usciamo dal convento, percorriamo una strada sterrata dove si affacciano “case” molto dimesse. Davanti a una di queste è già pronto il fuoco con la pignatta che servirà per preparare pranzo e cena, secondo la tradizione africana Attraversiamo la strada principale dove le strisce pedonali sono uno strumento sconosciuto.
Anche qui il sacerdote ci saluta pubblicamente una ad una, con i nostri nomi. All’uscita ogni parrocchiano presente alla celebrazione viene a porgerci il saluto. Ancora una volta facciamo esperienza della gentilezza di questo popolo, gentilezza singolare e tutta da imparare. Dopo il petit-déjeuner, visitiamo la scuola materna. I canti dei bambini ci accolgono in coro. Suor Delphine Compaore è una delle maestre. Scopriamo che ci sono libri di logica e pregrafismo già nella classe dei piccoli. Alla lavagna la maestra ha trascritto il testo dell’inno nazionale della Costa d’Avorio e un cartellone scandisce le tappe della giornata. Anche in questo luogo si scommette sull’educazione. Attraverso l’educazione si costruisce la persona e quindi la società, si rende migliore la vita di un popolo. Le Sœurs in cucina stanno preparando la pizza. Domani si torna ad Abidjan.