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Pouponnière di Blolequin

La storia di Mariam

Una vita fragile, accolta e custodita con cura, che oggi può tornare alla sua famiglia come segno concreto di speranza.

Mariam nasce il 28 gennaio 2023.

I suoi genitori avevano atteso a lungo questo momento: dieci anni dopo il matrimonio, finalmente la mamma scopre di aspettare un bambino. In realtà sono due: una gravidanza gemellare, accolta con emozione e speranza dopo un’attesa così lunga.

La gioia, però, dura poco. I bambini nascono molto prematuri. Le loro condizioni sono gravissime. Solo Mariam riesce a sopravvivere al parto; il suo fratellino muore a causa delle complicazioni legate alla prematurità. Anche la mamma non supera le difficoltà del parto e si spegne poco dopo. In pochi giorni, quella famiglia viene travolta da una tragedia che lascia il padre solo, con una bambina appena nata e in condizioni critiche.

Con Mariam avvolta in un pagne, il papà si mette in cammino. Sa dell’esistenza della Pouponnière di Blolequin, raggiunge le Suore di Maria Consolatrice e, piangendo, chiede che sua figlia venga accolta.

Le Suore comprendono subito la gravità della situazione: Mariam ha bisogno di cure sanitarie importanti, e nella Pouponnière non sono disponibili attrezzature adeguate, come una culla termica.

Le Suore esitano, consapevoli dei limiti della struttura. Ma il padre, distrutto dal dolore, risponde con parole semplici e definitive: preferisce che sua figlia rischi di morire lì, tra mani che si prendono cura di lei, piuttosto che per strada, dove si è consumata la tragedia della sua famiglia.

A quel punto, le Suore scelgono di accogliere Mariam, non cessando di confidare nella protezione di Maria Consolatrice.

Preparano per lei una piccola stanza. La sistemano in una culla, avvolta in panni caldi. Sotto il pianale della culla collocano una pentola di acqua bollente, che viene cambiata spesso, affinché il calore resti costante. Si inventano così una culla termica, con ciò che hanno a disposizione.

Anche l’alimentazione richiede attenzione continua: Mariam viene nutrita con un contagocce, poco alla volta, molte volte al giorno, perché il suo corpo fragile non è in grado di sostenere altro.

Passano tre giorni. Tre giorni di attesa, di veglia, di cura silenziosa.

Poi Mariam piange forte. È un pianto diverso. Un pianto che parla di vita. Le Suore si guardano e comprendono che forse, contro ogni previsione, Mariam ce la farà.

Dopo un lungo cammino di cura e accompagnamento, il 5 dicembre 2025 Mariam ha potuto fare ritorno presso la sua famiglia di origine, segno concreto di un percorso che, nato nella fragilità più estrema, ha saputo aprirsi a una nuova possibilità di futuro.

La vita di Mariam è passata attraverso il dolore, l’attesa e la cura silenziosa. Oggi torna alla sua famiglia come segno che ogni gesto di amore custodito nel tempo può aprire strade inattese. Anche grazie alla vicinanza e al sostegno di chi ha scelto di accompagnare questo cammino, una vita fragile ha potuto essere accolta, curata e restituita al suo futuro e alla sua famiglia.

Mariam appena nata
2023
Mariam oggi
2025

Tra queste due fotografie ci sono attese, cure, presenza. E persone che hanno scelto di non andare via.

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