Ci sono progetti che si capiscono davvero solo quando li si vede realizzati.
Al Dosso Verde di Milano, nella settimana in cui ricorre la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, è stato inaugurato il nuovo parchetto giochi dedicato ai bambini che frequentano il centro. Non è solo uno spazio all’aperto: è il punto di arrivo di un percorso iniziato un anno fa, con la partecipazione alla Milano Marathon 2025 e la raccolta fondi che l’ha resa possibile.
Quel progetto era stato raccontato allora come un obiettivo. Oggi è diventato un luogo reale, abitato.
L’inaugurazione è stata volutamente essenziale, insieme ai bambini, i veri protagonisti dell’evento e i destinatari del progetto.
Nessun evento formale: alcune attività preparate da bambini e operatori, condivise con chi c’era, e le loro manine, colorate con i colori ad acqua, che tracciano l’impronta sul muro del parchetto. Una firma: un modo per restituire il senso di quello che è stato costruito, un gesto per dire “io ci sono, questo luogo è per me”, uno spazio che nasce per essere vissuto.
Il parchetto è il segno concreto di cosa può generare una raccolta fondi quando resta legata a un bisogno reale. Ma è anche un passaggio. Non si chiude qui.
La Milano Marathon 2026 è già iniziata, nel lavoro quotidiano e nella nuova raccolta fondi.
Il progetto di quest’anno è più ambizioso: la realizzazione di una stanza multisensoriale Snoezelen.
Il nome può sembrare distante. In realtà descrive qualcosa di molto concreto. Il termine nasce da due verbi olandesi che indicano “esplorare” e “rilassarsi”. Le stanze Snoezelen sono ambienti progettati per stimolare i cinque sensi in modo controllato e mirato, con un obiettivo preciso: favorire il benessere.
Per i bambini con autismo – e più in generale con fragilità del neurosviluppo – il tema sensoriale è centrale. Non esiste un profilo uguale ad un altro: c’è chi vive una sovrastimolazione, chi fatica a percepire gli stimoli, chi ha bisogno di modulare ciò che sente.
La stanza permette di intervenire in modo personalizzato, lavorando su luce, suono, tatto, profumi, movimento. Non sostituisce le terapie, ma le sostiene: crea le condizioni perché possano essere più efficaci, più accessibili, meno faticose.
È uno strumento trasversale, che entra nei percorsi già in atto e li rafforza.
La progettazione è di un partner specializzato, che affianca l’équipe sia nella definizione dello spazio sia nella formazione degli operatori. La stanza non è un allestimento standard: viene costruita su misura, a partire dai bisogni dei bambini che la utilizzeranno.
Il progetto è complesso, anche nei tempi. L’obiettivo è avviare la realizzazione dopo l’estate, ma molto dipenderà dall’andamento della raccolta.
Come lo scorso anno, il percorso non si esaurisce nel giorno della maratona. Continua nei mesi successivi, cercando nuove occasioni e nuovi modi per coinvolgere chi vuole sostenere questo lavoro.
Il parchetto giochi e la stanza Snoezelen sono parte dello stesso percorso.
Il primo è il risultato di ciò che è stato fatto insieme. Il secondo è il passo che stiamo iniziando a compiere.
Non si tratta di aggiungere qualcosa in più. Si tratta di rendere ogni giorno un po’ più adeguato il contesto in cui i bambini crescono, imparano e fanno terapia.
Un luogo, alla volta.