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Burkina Faso

Una mattina a Zekounga

Il tempo dei bambini prende forma nei gesti semplici, nei ritmi lenti, in uno spazio che accoglie.

A Zekounga la giornata inizia presto. È il nostro secondo giorno e siamo in attesa di visitare lo spazio educativo dove, ogni mattina, i bambini più piccoli del villaggio vengono accolti. Non si tratta di una scuola materna ufficiale, con aule e registri. È uno spazio essenziale, organizzato con ciò che c’è. Qui i bambini trascorrono la mattinata con Suor Pauline. In questo contesto, una scuola dell’infanzia vera e propria non esiste.

Abbiamo trascorso del tempo con loro. Li abbiamo visti arrivare, uno alla volta, la maggior parte arriva da solo, qualcuno è accompagnato da un papà, più raramente da una mamma. Tolgono le ciabattine prima dell’ingresso, alcuni entrano subito, altri restano fermi per un momento, osservano. C’è chi guarda le mani di Suor Pauline, chi segue con gli occhi gli altri bambini, chi resta in disparte prima di avvicinarsi.

Ci hanno accolte con una sorpresa: un disegno di benvenuto, colorato e curato, come segno di festa e di gratitudine. Noi abbiamo portato delle caramelle, che hanno ricevuto con sguardo curioso e allegria.

Li abbiamo osservati mentre si siedono insieme, mentre aspettano, mentre si muovono nello spazio, mentre ci cantano un canto di benvenuto. I gesti sono semplici, ripetuti. I tempi sono lenti. C’è attenzione a ciò che accade intorno, curiosità, a volte esitazione. È un tempo condiviso che prende forma senza bisogno di molte parole.

Per molte famiglie del villaggio e delle zone vicine, questo luogo è un riferimento stabile. I bambini stanno qui per tutta la mattinata, insieme, seguiti da un adulto. È spesso il primo spazio fuori dalla casa in cui trascorrono del tempo in modo continuativo.

La comunità locale e la Provincia africana delle Suore di Maria Consolatrice desiderano trasformare questo spazio in una scuola materna riconosciuta, aperta ai bambini di Zekounga e dei dintorni. È un passaggio che darebbe continuità a ciò che oggi esiste in forma essenziale e permetterebbe ai bambini di arrivare alla scuola primaria con un’esperienza già vissuta.

Oggi è stato il tempo dei bambini. Li abbiamo osservati, siamo rimaste con loro, seguendo il ritmo della mattinata.

È dentro questa quotidianità che prende forma il lavoro educativo, giorno dopo giorno.