Tra Fede e Servizio: La Vita Quotidiana nella Missione di Zagne
Prima di riprendere il nostro viaggio abbiamo partecipato alla messa nella parrocchia di Taï, alle 6,30.
Père Gerard, al termine della celebrazione, ha desiderato benedire le nostre persone, il nostro viaggio e la Congregazione delle Suore di Maria Consolatrice. La comunità parrocchiale, inoltre, con nostra grande sorpresa, ha voluto omaggiarci di un ‘pagne’ con l’effige della Sacra Famiglia. È un tipico telo che le suore e le donne dei villaggi utilizzano per la protezione e il confezionamento dei loro abiti.
La pista ci attende, nelle stesse condizioni dell’andata: buche, dossi e fossi. Dopo due ore e mezza l’arrivo a Zagné. All’ingresso nella missione ci accoglie un gran vociare di bambini. Sono un centinaio quelli iscritti alla scuola materna. Ci accolgono con grande gioia, offriamo loro caramelle e la maestra li invita a ringraziare. Lo fanno in coro, ripetutamente, gentilmente. Vogliono stringerci la mano. Non si può descrivere il loro splendore. Avrò scattato una cinquantina di foto, volevo catturare tutta la loro bellezza. Sono divisi in tre classi: piccoli mezzani e grandi, questi ultimi impegnati nell’attività di prescuola. La loro maestra tiene in braccio una bimba molto più piccola: Aïcha, sua figlia. La mamma, come scelta personale, è rimasta al lavoro il più possibile ed è ritornata poco dopo la nascita della bambina, per continuare a seguire i suoi alunni.
Al mattino, i bambini, indossano la divisa sportiva della ‘Ecole Maternelle Marie Consolatrice’. Si recano a casa per il pranzo e dopo due ore ritornano a scuola, questa volta con giacchini a quadretti verdi per i maschietti e un elegante abitino rosa con colletto tondo e una gonnellina a godet per le femmine. Le divise sono confezionate da suor Micheline, della casa di casa di Guiglo. Lei cuce tutti gli abiti per i bambini che frequentano l’ Ecole Maternelle di Zagne, di Guiglo e di Blolequin.
Suor Sabine è formata per la scuola materna e il suo titolo l’autorizza all’insegnamento, per le altre due insegnanti è in programma l’aggiornamento richiesto dal Ministero dell’Istruzione per l’insegnamento nella scuola materna.
Vicino all’ingresso della casa si trova un ambulatorio ben attrezzato, che Suor Antoinette dirige e guida con la professionalità di un’infermiera navigata. Arrivano persone con appuntamento per controlli e anche bambini o ragazzi ammalati che hanno bisogno di una visita e di una cura.
Di solito vengono accompagnati all’ambulatorio i bambini da 0 a 5 anni, soprattutto per richieste di cura, più che di prevenzione. Anche le donne in gravidanza, si recano presso il servizio e vengono indirizzate al vicino ospedale, ma di frequente succede che ritornino da Suor Antoinette per farsi curare ancora da lei. Gli adulti che si rivolgono all’ambulatorio presentano spesso malattie alla schiena, a causa del lavoro nei campi, oppure sono persone affette da ulcera.
La virtù più importante e preziosa che suor Antoinette è chiamata a mettere in atto è l’ascolto, che rassicura il paziente, gli permette di esprimersi e di capire meglio il suo problema, qual è la causa del disturbo, per curarlo e per prevenirlo, qualora dovesse ripresentarsi.
Nel servizio si pone poi il problema economico, perché le persone che usano dell’ambulatorio, spesso, non sono in grado di pagare l’importo richiesto; perciò, si curano a credito o vengono aiutate ad acquistare i farmaci, e col tempo il loro credito viene riappianato dalle suore. Questo, purtroppo, a lungo andare non è sostenibile.
L’associazione Unione dei Religiosi e delle Religiose nella Salute e nel Sociale, presente in Costa d’Avorio, ha raccolto nel 2020 le realtà religiose che offrono un servizio ambulatoriale e ha ottenuto, per tutti gli iscritti, l’autorizzazione al funzionamento delle singole strutture. Ora la medesima associazione sta promuovendola la possibilità che le strutture vengano convenzionate con il Ministero della Salute. Nel frattempo, il Ministero ha avviato le visite ispettive.
La missione è molto viva: ambulatorio, scuola materna, qualche camera per l’ospitalità. Nel retro della casa c’è un bosco di Hevea, una distesa di due ettari e mezzo, che fornisce il caucciù necessario per il sostentamento della missione, così come accade per i due piccoli allevamenti di polli e di conigli. È presente anche un orto e un campo coltivato a riso, raccolto e separato dalla pula proprio nelle settimane che precedono la nostra visita.
Da queste attività le suore trattengono il necessario per il loro mantenimento e vendono il rimanente.
Suor Antoinette alterna i suoi compiti tra l’infermeria, il controllo del pollaio e della conigliera, la gestione della casa, aiutata e sostenuta dalle sue consorelle: Suor Sabine e Suor Ivette.
La protezione delle persone è un’opera grande e le Suore di Maria Consolatrice, in questo lugo di bene, ne sono pienamente consapevoli.